India del Sud – Kerala “The God’s Own Country”

L’incanto esotico della costa di Malabar che richiamò in tempi antichi generazioni di conquistatori e di mercanti attirati dal commercio delle spezie, gli intrecci dei canali e le via d’acqua, le lunghe spiagge ombreggiate dalle palme, i parchi naturali e le colline rigogliose con piantagioni di tè e speziePiù che un itinerario è una vera immersione nei colori e nei profumi del Kerala, patria dell’Ayurveda e “God’s Own Country” come viene spesso definito per la sua armonia e tranquillità e per la sua natura lussureggiante.

Kovalam

Con questo primo post voglio portarvi con me in India del Sud precisamente in Kerala, il Paese degli Dei. La leggenda racconta che una dea-guerriera, Bhadrakali, generata dal terzo occhio del Dio Shiva, dopo aver sconfitto il temibile demone Darikan, ricevesse dal dio onnipotente il compito di scegliere un luogo sulla terra dove stabilirsi per vegliare sul genere umano. La dea scelse senza esitazioni il Kerala.

Il Kerala, o Keralam come viene chiamato dai suoi abitanti, è un luogo a me molto caro, io e Cristian andiamo a farci meditazione, yoga e trattamenti ayurvedici..ha una storia millenaria, una natura rigogliosa e un’incantevole cultura, riuscendo a saziare ogni esigenza e curiosità.

E’ una sottile striscia di terra fertile a ridosso dei Ghat occidentali, che per anni lo protessero dalle invasioni da terra, come quelle musulmane, e difesero quella cultura dravidica che lega l’uomo alle divinità. Qui l’India ha radici profondissime, la vita dell’uomo ruota ancora attorno ai templi e alle loro storie arcaiche. Trovandosi tuttavia sul mare, si possono ancora scorgere resti di diverse influenze straniere, dagli antichi Fenici ed Egizi, che qui venivano a rifornirsi di ogni ben di Dio, agli Arabi e ai Cinesi, fino ai più recenti Olandesi, Portoghesi e Inglesi. Qui approdò, migliaia di anni fa, la leggendaria nave del Re Salomone e poi vennero i Greci, i Romani di Augusto nelle loro galee e i mercanti cinesi della corte dei Tang. Nel Kerala, un paradiso tropicale, si può entrare in contatto con una regione progressista e cosmopolita, che gode di caratteristiche geografiche e sociali uniche. E’ la società più avanzata in India: con un tasso di alfabetizzazione del 95% e una qualità di vita che è la più alta di tutta l’India. Qui convivono in armonia molte religioni: induismo, islam, cristianesimo, ebraismo che contribuiscono con il loro patrimonio alla ricchezza culturale del paese.

E’ una terra dove l’azzurro intenso delle lagune bordate di palme si fonde con il verde delle risaie, dove le lunghe onde del Mar Arabico lambiscono spiagge infinite e, man mano che si sale sulle colline lussureggianti, piantagioni di te, caffè, caucciù, spezie come zenzero, cannella, cardamomo e pepe si alternano a foreste di tek e di sandalo. Le sue bellezze naturali, il suo clima mite, la serenità delle “backwaters”, i grandi parchi protetti, i monumenti architettonici, la sua cultura, una cucina squisita, i centri ayurvedici, lo yoga e una lunga tradizione di forme d’arte incantevoli, come il Kathakali, hanno fatto di questa regione una delle zone più visitate di tutta l’Asia.

Il Kerala è stato definito dal National Geographic Traveller come uno dei dieci paradisi del mondo”.

Il nostro viaggio parte da Cochin o Kochi, la capitale commerciale e la città più cosmopolita del Kerala, chiamata “the Queen of the Arabian Sea”, è un grande porto che si estese durante il dominio portoghese del 1500 quando Vasco de Gama fondò la prima fabbrica per la lavorazione delle preziose spezie da esportare. Cochin affascina per la sua storia e per il passato coloniale, qui si incontra l’India dei navigatori e dei commerci che dai greci ai portoghesi alimentò il mito delle grandi vie dei mercanti di spezie e di tesori fin dalla notte dei tempi. La città storica di Fort Cochin, è ideale da girare a piedi (con un bel cappello di paglia in testa mi raccomando!), costruita su un isola conserva esemplari di un’epoca passata della quale è ancora molto orgogliosa.

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